Storie di Successo

Da Avvocato a Imprenditrice Nonostante la Pandemia (con Diana Bellucci)

la botteghina

Oggi vi racconto la storia di Diana, donna, moglie, mamma e avvocato…anzi ex avvocato, perchè da qualche mese ha cambiato vita e gestisce un negozio di prodotti artigianali “La Botteghina” ed una piadineria con cucina “Il Ristoro”.

Vediamo cosa ci dice e lasciamoci ispirare dalla sua esperienza di mamma reinventata 🙂

1. Parlaci un po’ di te e raccontati alle mamme della community che ancora non ti conoscono.


Sono Diana, ho quasi 40 anni, due magnifici figli ed una laurea in giurisprudenza, con successiva abilitazione alla professione, che ho abbandonato qualche mese fa. Da qualche mese gestisco un negozio di prodotti artigianali. Ho iniziato questa nuova avventura con l’aiuto della Cooperativa Anemone, di cui conoscevo la Presidente. La sua disponibilità mi ha spronata a lanciarmi nell’attività, che insieme abbiamo avviato da zero, per poi proseguire completamente da sola nel giro di qualche mese. Anche l’appoggio della mia famiglia, sia di origine che attuale (marito e figli), è stata fondamentale. 


2. Raccontaci delle tue nuove attività: di cosa si tratta, di quali valori esprimono e di come le porti avanti nonostante tutti gli impegni?


Oltre al negozio, che continuo a gestire da sola a tempo pieno, da un paio di mesi ho rilevato con mio marito una piadineria con cucina, situata proprio al civico accanto. Nel negozio, La Botteghina, vendo prodotti di montagna, pane e prodotti da forno, frutta bio, carne, uova, detergenti e creme naturali, conserve, bevande, prodotti di Altromercato, piatti pronti…. insomma tutto – o quasi – l’occorrente per una spesa di qualità, sana e a filiera corta. Al Ristoro, la piadineria con cucina, mio marito (che come me fa un altro lavoro :-!) segue l’attività di cucina, con la preparazione di piatti pronti da rivendere in Botteghina e la produzione artigianale di piadine, piadepizza, hamburger con carne bio (quella che vendo in negozio!), insalatone, toastoni, panini, pane e salamina…Le due attività sono legate tra di loro ma al tempo stesso indipendenti. La filosofia comune è la preferenza e ricerca verso i prodotti di piccole realtà agricole ed artigiane, che ci forniscono i prodotti e con cui intrattengo rapporti diretti, la genuinità dei prodotti (sia riguardo alle materie prime che al prodotto finito), l’attenzione verso l’ambiente con utilizzo di prodotti ecologici, compostabili, riduzione degli sprechi e differenziazione dei rifiuti. Sono fondamentali i rapporti interpersonali con i clienti, i dipendenti, i collaboratori ed i fornitori. Come immaginabile, le attività lavorative ci impegnano tutta la giornata, sabato compreso. Trattandosi di attività nostre, i bambini bazzicano in negozio ed in piadineria come se fossero a casa propria e questo ci permette di essere presenti fino a sera. Piccola parentesi per le mamme lavoratrici: potersi portare i figli al lavoro ha un grandissimo valore aggiunto. Ovviamente non sempre (non va bene per loro e nemmeno per noi), ma ci rende più libere di poter lavorare in determinati orari senza dover chiedere aiuto a nonni o baby sitter e ci permette di condividere parte del nostro lavoro con loro.


3. Hai aperto una piadineria in piena pandemia. Raccontaci com’è nata questa idea e come mai hai deciso di investire in un momento storico così particolare.


L’apertura della piadineria non era assolutamente prevista. E’ stata messa in vendita l’attività proprio accanto al negozio e mio marito ha sempre avuto la passione per la cucina. Ne abbiamo parlato ed abbiamo deciso di lanciarci, letteralmente, in questa ennesima avventura, per la quale non avevamo alcuna esperienza. Ci siamo affidati all’istinto. Speriamo di non aver azzardato troppo!

4. Ci sono stati momenti difficili? Come li hai superati?

Certamente ci sono stati, ci sono e ci saranno. Per una mamma con un marito che lavora in proprio 10 ore o più al giorno ed un’attività, seppur piccola, da gestire da sola è già difficile incastrare tutto. Adesso che c’è anche la piadineria, si sono aggiunti lavoro e preoccupazioni ad una situazione già al limite. Aggiungo anche che sono un tipo ansioso, vorrei che tutto fosse perfetto e tendo a delegare poco. Ho imparato a delegare qualcosa, a colpevolizzarmi meno se qualcosa non va come dovrebbe e soprattutto a cercare soluzioni immediate in modo che il problema sia risolto con il minor disagio possibile per tutti, clienti compresi. Fortunatamente ho una clientela speciale e molto comprensiva. Di molti clienti conosco il nome ed alcuni gusti. Loro conoscono il nome dei miei figli e già questo dimostra come siano stati comprensivi con la presenza dei bambini durante la chiusura delle scuole per covid. I bambini dopo un iniziale entusiasmo hanno patito il cambio di quotidianità, ma sembra che si stiano abituando ai pro ed i contro della nuova situazione. Le nostre famiglie di origine ci stanno aiutando e sono un po’ più presenti con i bambini dopo la scuola.


5. Ricordi il momento esatto in cui hai deciso che ti saresti reinventata? 


Sono stata un avvocato poco convinto per circa 8 anni. Non ricordo esattamente se ci sia stato un momento preciso in cui è nata l’idea. Credo sia stato un lento concatenarsi ed incastrarsi di situazioni, che ha fatto in modo che la mia passione per i prodotti naturali ed artigianali si concretizzasse in un lavoro.


6. Cosa consiglieresti alle mamme della Community di WoMam?che stanno cercando la strada giusta per reinventarsi?  


Di fidarsi del proprio istinto e di osare. Senza esagerare (io per natura sono molto prudente), ma fare un passo alla volta nella direzione giusta. Quando si è convinti e si crede di fare la cosa giusta, si superano tante, forse tutte, le avversità.

Ti è piaciuta la storia di Diana? Cosa ne pensi del modo in cui si è buttata in questa avventura in tempo di crisi. Io la ammiro tantissimo perchè è riuscita a trasformare questo momento storico difficile in qualcosa di molto interessante, personale e ad altissimo potenziale. Auguro a tutte voi di trarre ispirazione dalla sua intraprendenza e di buttare il cuore oltre l’ostacolo per trovare la strada del cuore.

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